Risposta a: “Riflessioni sulla questione Pomigliano”

Ho l’impressione che nelle tue analisi ci siano delle lacune, perché il tuo punto di vista è sempre quello che subisce la concorrenza dei prodotti asiatici. Non prendi in considerazione il punto di vista degli esportatori, di chi cioè esporta per esempio automobili in Cina. I cinesi comprano sempre più automobili ed amano molto per esempio quelle tedesche. Fino ad ora hanno quindi importato automobili tedesche prodotte in Germania.
Mi è parso di capire che ultimamente il governo cinese abbia imposto alle multinazionali automobilistiche di produrre in Cina almeno le automobili che vendono poi vendute proprio in Cina. Anche i cinesi dopo tutto continuano a importare prodotti occidentali che loro non riescono a produrre.
Il problema vero è che all’interno del WTO gli accordi vengono presi tra l’EU e la Cina, non tra Italia e Cina. L’EU come ben sappiamo non è un paese omogeneo, c’è chi dalla Cina importa e c’è chi in Cina esporta.
Sono convinto che in Scandinavia nessuno soffre la concorrenza cinese, anche perché lassù nessuno produce foulard o borsette.

Per quanto riguarda il concetto secondo il quale diritti e privilegi possono essere dati a qualcuno solo togliendoli ad altri, alla fine è vero. Tutta la storia dell’umanità è basata su questo principio. Prendi il Sud Africa, fino alla fine dell’Apartheid il Sud Africa era uno stato socialista (solo per i bianchi), i lavoratori semi-schiavi neri mantenevano lo stato sociale dei bianchi. Ho letto che le ferrovie dello stato e le poste Sudafricane erano una colonia di lavoratori bianchi molto ben pasciuti, avevano ottime pensioni, sussidi elevati in caso di disoccupazione, ecc.

La prima guerra mondiale è scoppiata perché gli stati europei non sapevano più dove andare a prendere il le risorse per mantenere le promesse fatte a una popolazione crescente e sempre più esigente. Anche in nazisti dopo tutto volevano creare uno stato in cui i tedeschi avrebbero potuto condurre un’esistenza prospera e agiata sulle spalle degli slavi.

Il problema principale della sinistra italiana sono l’ingenuità e l’incompetenza economica. Si parte dal presupposto che ce ne sia per tutti e una qualche forza malvagia detenga tutte le risorse e ritiene il lavoratore totalmente esente da qualsiasi tipo di responsabilità economica individuale e che non sia tenuto a comprendere i meccanismi econofisici e regolare il proprio comportamento economico al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse.

Il problema degli operai di Pomigliano e di Termini Immerese, non sono i diritti, ma il fatto che da decenni sono rimasti sempre uguali a se stessi, cioè sempre i soliti operai che costruiscono automobili che nessuno vuole, invece di diventare che ne so, specialisti di qualcosa di più vendibile, pannelli solari? Software si simulazione?
Il problema dei piccoli imprenditori è che da decenni sono sempre quelli che producono i foulard, invece di, che ne so, tessuti per tute spaziali.

L’aumento del benessere materiale e delle prestazioni sociali è strettamente correlato allo sviluppo tecnologico e scientifico. È assolutamente giusto che fazzoletti, giradischi, motorini e automobili vengano prodotti dagli asiatici poveri. Per loro è un modo per iniziare.
È invece colpevole chi, nel mondo occidentale continua a voler produrre le stesse cose pretendendo di venderle ai prezzi che dice lui.

La sinistra italiana secondo me ha la colpa grave di avere atteggiamenti tipo quelli della chiesa cattolica che ti vuole convincere che la terra è un disco piatto. Non che la lega con la sua strenua difesa dei produttori di beni obsoleti sia tanto migliore, diciamo che rispetto a Comunisti & C. ci azzecca giusto un po’ di più.

Nicola Marangoni

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